Rudolph Steiner diceva “ Nell’insegnamento non possiamo proporci maggior errore che quello di istruire il bambino, per esempio sulle piante e sugli animali, trattando la materia in modo che poi si possa proseguir fino a far di lui un botanico o uno zoologo… nessuno dovrebbe diventare botanico o zoologo attraverso quello che ha imparato a scuola, ma unicamente per una sua speciale attitudine che si manifesta spontaneamente nella vita...”
Citiamo queste righe tratte da una conferenza di Stoccarda del 1920 per contestare la tendenza in atto nella scuola italiana a privilegiare la rigida trasmissione di saperi piuttosto che la formazione di una persona creativa in grado di seguire le sue vocazioni. Vorremmo educare degli uomini e non ingegneri o dottori, chiediamo che vengano rispettati i tempi del bambino che a 5 anni ha sicuramente più bisogno di correre e esplorare che di studiare l’inglese, le letterine o i numerini. Il risultato di un atteggiamento del genere è la creazione di aspettative esagerate che rendono insicuro il bambino il quale ancora una volta è vittima dei bisogni degli adulti scambiati per necessità del bambino.
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